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ChiaraGusmani

psicoterapia cosa è

La psicoterapia: alcune suggestioni

Ho raccolto in questa pagina alcune suggestioni e frasi sulla psicoterapia, le sue regole o setting, i suoi strumenti e i suoi benefici.

La psicoterapia è come le storie a puntate. Le storie che finivano con quella paroletta tanto odiosa: “continua”. Tutti avremmo voluto che continuasse ancora e non ci lasciasse lì, sospesi e ignari di come sarebbe andata a finire, magari sul più bello di una scena avvincente. Eppure l’intervallo di attesa della prossima puntata, da difficoltà si trasformava in vantaggio, perché permetteva alla nostra fantasia di lavorare su quello che era successo, di interiorizzarlo di più e pregustarne il seguito. Ci faceva pensare, insomma. (G. Pellizzari)

Ingredienti imprescindibili di un buon analista sono una analisi personale sufficientemente profonda, un training adeguato, un continuo lavoro su sé stesso e una successiva messa a punto degli strumenti di cui dispone. (A. Ferro)

“Compito dello psicoterapeuta è quello di assistere la persona nella ricerca del suo vero sé e poi di aiutarla a trovare il coraggio di essere quel sé”. (Rollo May)

“Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice l’altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l’oratore trascina con sé l’uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. Non sottovaluteremo quindi l’uso delle parole nella psicoterapia”. (Sigmund Freud)

Praticare la psicoterapia, non significa fare qualcosa al soggetto, né convincerlo a fare qualcosa per sé; si tratta invece di liberarlo perché possa crescere e svilupparsi in modo normale, e di rimuovere ostacoli in modo che possa andare avanti.(Carl Rogers)

Seguendo il modello di Bion, penso che l’inconscio venga formato e trasformato nella relazione analitica, nell’incontro singolare tra due menti che costituiscono una nuova entità e danno vita a scenari nuovi e imprevedibili. Certo che il passato conta, ma forse il problema riguarda quelle storie che non ci è stato dato di vivere o  –  come direbbe Ogden  –  di sognare. (A. Ferro)

I terapeuti devono trasmettere al paziente che il loro compito supremo è quello di costruire un rapporto insieme, che in se stesso diverrà l’agente del cambiamento. (I. Yalom)

L’intera attività terapeutica è in fondo questa sorta di esercizio immaginativo, che recupera la tradizione orale del narrare storie; la terapia ridà storia alla vita. (J.Hillman)

Sulla sofferenza

Se davvero la sofferenza impartisse lezioni, il mondo sarebbe popolato da soli saggi. E invece il dolore non ha nulla da insegnare a chi non trova il coraggio e la forza di starlo ad ascoltare. (S. Freud)

Un altro punto importante che illustra il nostro motto, sempre dal punto di vista del paziente, consiste nella trasformazione della sofferenza in sofferenza interessante. Sempre di sofferenza si tratta, tuttavia con una qualità nuova che la rende pensosa e quindi aperta al cambiamento. (G. Pellizzari )

“…Non possiamo cambiare neppure una virgola del nostro passato, né cancellare i danni che ci furono inflitti nell’infanzia. Possiamo però cambiare noi stessi,”riparare i guasti”, riacquisire la nostra integrità perduta. Possiamo far questo nel momento in cui decidiamo di osservare più da vicino le conoscenze che riguardano gli eventi passati e che sono memorizzate nel nostro corpo, per accostarle alla nostra coscienza. Si tratta indubbiamente di una strada impervia, ma è l’unica che ci dia la possibilità di abbandonare infine la prigione invisibile – e tuttavia così crudele – dell’infanzia e di trasformarci, da vittime inconsapevoli del passato, in individui responsabili che conoscono la propria storia e hanno imparato a convivere con essa….”. (Alice Miller)

Sebbene siano in vigore molte espressioni per definire il rapporto terapeutico (paziente/terapeuta, cliente/consulente, analizzando/analista, cliente/facilitatore, o il più recente – e di gran lunga il più ripugnante – utente/fornitore), io preferisco pensare ai miei pazienti e a me stesso come a compagni di viaggio, un termine che abolisce le distinzioni tra «loro» (coloro che soffrono) e «noi» (i guaritori). (I. Yalom)

Uso dei sogni in terapia

Il sognare è il processo mediante il quale attribuiamo un personale significato simbolico alla nostra esperienza vissuta e, in questo senso, sogniamo noi stessi e altre persone in esistenza. (T. Ogden)

Quando l’esperienza emotiva di un individuo è così disturbante da renderlo incapace di sognarla

( cioè di compiere con essa un lavoro psicologico inconscio), egli ha bisogno dell’aiuto di un’altra persona per sognare la sua esperienza precedentemente non sognabile. (T. Ogden)

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