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Identità sessuale

Sostegno psicologico a persone LGBTIQ

relazioni LGBTQIA varianza disforia di genere Milano
Martino e Nicolò, “Skam Italia”, serie 2

Il percorso di psicoterapia è efficace per chi vuole lavorare sulla propria identità sessuale e per affrontare minority stress ed omofobia interiorizzata. Può essere anche indicato nel caso di varianza e disforia di genere, per esplorare i vissuti e tollerare l’incertezza .

Dubbi e domande

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Locandina del film “Arianna”

Cosa significa LGBTIQ? E’ l’acronimo di lesbica, gay, bisessuale, transgender, intersessuale, queer/questioning – che si interroga.

I dubbi e le domande sulla propria sessualità possono prendere varie forme:

” Sono gay? “, “Ho sempre provato attrazione verso i maschi, ma da qualche mese non lo so più.. sono molto confuso e angosciato”, Una mia amica mi ha detto di essere lesbica e forse lo sono anche io”, “Sono pansessuale?”, “Non so se sono transgender”, “Mi sono innamorato del mio migliore amico!”,” Ho molti rapporti sessuali, spesso non protetti, e non mi bastano mai”, “Mia figlia rifiuta di indossare abiti femminili, desidera che le cresca il pene” .

Chiedersi chi sono io, a qualsiasi età, significa anche prendere in considerazione la propria identità di genere ( il senso soggettivo di appartenenza alle categorie di uomo o donna) e il proprio orientamento sessuale (Da chi sono attratt*?). A volte l’obiettivo del percorso terapeutico è quello di compiere insieme il percorso per scoprirlo, in una relazione terapeutica libera da stereotipi e pregiudizi.

Il coming out è un processo sempre in corso, perché la persona si trova più e più volte nel tempo nella situazione di scegliere se rivelarsi o meno e di come farlo.

Ci sono casi in cui la persona non ha una domanda riguardo al proprio orientamento sessuale, perché non ha dubbi a riguardo, ma cerca un contesto non giudicante in cui sentirsi sicur* di esprimersi ed esplorare altre questioni importanti.

Non esiste una sola omosessualità, così come non esiste una sola eterosessualità. Allo stesso modo esistono tante forme individuali, sia sane sia patologiche, di vivere o esprimere la sessualità. (Lingiardi)

Minority stress e omofobia interiorizzata

Il minority stress è l’insieme dei disagi che prova una persona appartenente a una minoranza. L’omofobia interiorizzata è invece l’insieme di sentimenti e atteggiamenti negativi (dal disagio al disprezzo) che una persona può provare nei confronti della propria omosessualità (Lingiardi). Una persona può avere poca stima di sé, sentirsi inferiore o provare vergogna, ma anche arrivare ad autodisprezzarsi.

In altre situazioni può verificarsi un conflitto tra la propria religione e l’omosessualità, parti vissute come inconciliabili, oppure si è o si è stati vittima di bullismo omofobico. Quest’ultimo comprende aggressioni fisiche o verbali dirette verso l’orientamento sessuale oppure verso il ruolo di genere non conforme alle aspettative socio culturali (Lingiardi).

Call me by your name

Diversi studi mostrano che le persone omosessuali possono sperimentare stress a causa di ambienti ostili e sono esposti ad un rischio maggiore, rispetto agli eterosessuali, di episodio di stigma e aggressione. In particolare molte persone non hanno il sostegno della famiglia nel proprio percorso di esplorazione o di coming out, e questo può rappresentare un altro fattore stressante.

Disforia di genere e non conformità di genere

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Un’immagine dal film “Girl”

Per Disforia di Genere si intende invece il malessere o lo stress provocato in una persona dal sentire la propria identità di genere diversa dal sesso assegnatogli alla nascita (ed il ruolo associato a quel sesso e/o a quelle caratteristiche sessuali primarieo secondarie).

Per Non-Conformità di Genere si intende il livello fino al quale l’identità di genere di un individuo (o il ruolo di genere o l’espressione di genere) si differenzia dalle norme culturali comuni per una persona di un determinato sesso.

La disforia di genere si caratterizza per modalità di espressione che sono diverse a seconda dell’età della persona e del sesso biologico. In età infantile il disagio si può presentare attraverso un forte desiderio di appartenere al genere opposto e una preferenza per giochi, ruoli, attività del genere opposto. In adolescenza a ciò si può aggiungere il desiderio per le caratteristiche sessuali del genere opposto e la difficoltà ad avere rapporti con i coetanei. Questo a volte può portare a una tendenza all’isolamento, ritiro sociale e abbandono scolastico, anche perché a volte si verificano episodi di derisione e conflitto con i compagni, quando non veri e propri atti di bullismo.

In ogni caso si manifesta un forte malessere, senso di estraneità rispetto al proprio ruolo sessuale e angoscia rispetto al proprio corpo. Questo si nota particolarmente negli adolescenti, che si trovano tutti di fronte al corpo che cambia e alla costruzione dell’identità, senza sapere che esito avranno i cambiamenti.

Iniziare un supporto psicologico/psicoterapia

In tutti questi casi può essere d’aiuto iniziare un percorso terapeutico per esplorare le varie identità/ruoli/espressioni di genere, alleviare difficoltà emotive e relazionali, lavorare su minority stress e omofobia/transfobia interiorizzata. La terapia può promuovere percorsi di autonomia e migliorare l’immagine del corpo, favorire in generale le relazioni interpersonali e la riuscita, a scuola o nel lavoro. 

Per i genitori di ragazzi LGBTIQ o con varianza/disforia di genere il lavoro terapeutico può essere utile per accettare in modo non giudicante le scelte del figlio/a, facilitare la comunicazione in famiglia, permettere di esprimere anche preoccupazioni e incertezze circa l’evoluzione, in particolare rispetto alla disforia di genere.

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Alex protagonista del”XXY”

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