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ChiaraGusmani

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Affrontare la morte e il lutto nei bambini

L’esperienza della morte nei bambini e negli adolescenti

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Come parlare ai bambini e agli adolescenti della morte? come rapportarsi a u lutto appena avvenuto ?

La scoperta della morte rappresenta un passaggio evolutivo in ogni bambino: la possiamo notare attraverso le domande e le curiosità che i bambini mostrano. “Ma è morto o dorme?”, “dove vanno le persone quando muoiono?”, “Ma poi torna?”.

Ovviamente riuscire a considerare la morte come un passaggio naturale e inevitabile della vita rappresenta un esito che non ci possiamo aspettare da un bambino, è per questo importante che gli adulti che gli sono vicino lo sostengano e che siano a loro volta sostenuti in un momento tanto delicato come la morte di una persona importante per il bambino.

Reazioni e sintomi fisici di fronte alla morte

Qui di seguito alcune reazioni che si possono verificare in presenza di un lutto ( una di loro, oppure alcune non necessariamente tutte):

  • senso di colpa per non esser riuscito a evitare la morte
  • rabbia verso la persona che se ne è andata o verso se stessi
  • shock
  • paura
  • rifiuto: la morte viene negata
  • alternanza di emozioni positive e negative

In alcune situazioni il lutto viene vissuto in maniera così intensa da avere delle ricadute fisiche, oppure i sintomi fisici sono l’unico modo in cui si manifesta la sofferenza: ecco che allora possono verificarsi disturbi somatici, ansia, stanchezza oppure eccessiva energia, insonnia o letargia.

Quanto e come parlare della morte ai bambini?

I dubbi dei genitori possono riguardare come trattare la morte di un familiare con i bambini, se esporli o proteggerli da questo evento, se portarli al funerale, come spiegare ciò che è successo. Questo è particolarmente delicato in casi di morte violenta o inaspettata, di catastrofi naturali e quando la persona morta era una figura di attaccamento per il minore.

Quando preoccuparsi della reazione alla morte di un bambino o di un ragazzo

L’elaborazione del lutto è un processo non lineare, che tiene impegnati adulti e minori per vario tempo. Questo tempo non è definibile a priori né avrà uno svolgimento da manuale, anche se alcuni autori, ad esempio J. Bowlby, identificano quattro fasi del lutto: fase di incredulità, fase della ricerca della persona persa, fase della disperazione, fase della riorganizzazione.

Nei bambini e nei ragazzi è opportuno chiedere aiuto quando un determinato comportamento persiste per un lungo periodo ed è disfunzionale. Per esempio va osservato con attenzione un bambino che si chiude in se stesso e non mostra nessuna reazione, oppure la comparsa di ossessioni, riti e fobie. Anche il ritiro scolastico in un ragazzo che in precedenza andava con piacere a scuola, oppure un improvviso calo del rendimento sono segnali che possono far pensare a una mancata o difficile elaborazione del lutto. Per sapere di più in quali situazioni è utile chiedere aiuto di fronte alla sofferenza di un bambino o di un ragazzo è possibile leggere questo articolo del sito.

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